{"id":2965,"date":"2012-10-15T16:24:46","date_gmt":"2012-10-15T16:24:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.peterhouses.com\/?page_id=2965"},"modified":"2015-06-15T09:28:01","modified_gmt":"2015-06-15T09:28:01","slug":"michelangelo-buonarroti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.peterhouses.com\/it\/italian-great-people-of-the-past\/michelangelo-buonarroti\/","title":{"rendered":"Michelangelo Buonarroti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000080;\"><a href=\"http:\/\/www.peterhouses.com\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/michelangelo12.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3403\" style=\"margin: 20px;\" title=\"michelangelo1\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.peterhouses.com\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/michelangelo12.bmp\" width=\"119\" height=\"163\" \/><\/a>Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 dC. Suo padre Ludovico di Leonardo Buonarroti era il sindaco del Paese e proveniva da una famiglia fiorentina di primo piano, in cui i membri erano sempre stati impiegati nel settore pubblico e del governo. La madre, persa da Michelangelo all&#8217;et\u00e0 di cinque anni soltanto, era Francesca di Neri del Miniato del Sera. Michelangelo era il secondo di cinque fratelli. Dopo un breve soggiorno a Caprese, la famiglia torn\u00f2 a Firenze, e and\u00f2 a vivere nella frazione di Settignano, dove c&#8217;erano molte cave di arenaria e quasi tutti, l\u00ec, lavoravano\u00a0come scalpellini. La Tata di Michelangelo era la moglie di uno scalpellino e, negli anni successivi, il grande artista era solito dire che la sua infanzia in mezzo a tutte quelle polveri di pietra , lo aveva destinato alla scultura. Nella mente di suo padre, doveva diventare o un militare o un prelato, ma Michelangelo amava troppo\u00a0l&#8217;arte\u00a0 per rinunciarvi e, dopo lunghe lotte con la sua famiglia, riusc\u00ec a imporre le sue volont\u00e0 su quelle\u00a0di suo padre. E cos\u00ec, nel 1487 dC, Ludovico\u00a0condusse il ragazzo presso\u00a0il famoso laboratorio di Domenico Ghirandaio, il quale, dopo aver visto alcuni suoi\u00a0schizzi, decise di assumerlo come apprendista, dandogli un piccolo stipendio, che suo padre usava per\u00a0far quadrare\u00a0il bilancio familiare. Michelangelo non ha fin\u00ec i tre anni di apprendistato e continu\u00f2 la sua formazione presso il famoso Giardino di San Marco, finanziato da Lorenzo il Magnifico, dove inizi\u00f2 a dedicarsi alla scultura. Lorenzo, impressionato dal talento enorme del ragazzo chiese a suo padre di avere il permesso di ospitarlo\u00a0nel suo palazzo, solo per godersi il suo lavoro. Suo padre, data l&#8217;influenza e i vantaggi di una tale amicizia, accett\u00f2 di buon grado e Michelangelo si trasfer\u00ec alla Corte Medicea.\u00a0 Al Palazzo dei Medici, Michelangelo scolp\u00ec la &#8220;Madonna della Scala&#8221; (bassorilievo) e la &#8220;Battaglia dei Centauri&#8221; (altorilievo), dove\u00a0mostr\u00f2 a tutti il \u200b\u200bsuo tocco fermo e delicato al tempo stesso. Il successore di Lorenzo, Piero de Medici, non\u00a0fu cos\u00ec cordiale con Michelangelo come lo era Lorenzo, e questo\u00a0lo\u00a0indusse\u00a0 a trasferirsi in un altro luogo, identificato presso il Convento Francescano dei Frati Agostiniani, dove al grande artista\u00a0fu anche consentito di sezionare alcuni\u00a0corpi defunti\u00a0e,\u00a0di migliorare significantemente\u00a0la sua conoscenza dell&#8217;anatomia umana. Per ringraziare i Frati per la loro ospitalit\u00e0, scolp\u00ec e don\u00f2 loro il &#8220;Crocifisso di legno&#8221; e &#8221; Ercole&#8221; (oggi perduto). In quegli anni Firenze stava vivendo momenti tormentati, i Medici non erano pi\u00f9 amati dal popolo ed il monaco Savonarola, grande moralizzatore,\u00a0 rovesci\u00f2 il loro dominio con l&#8217;aiuto del popolo, espellendo Piero de Medici dalla Citt\u00e0. Michelangelo, per precauzione, data la sua amicizia con la famiglia Medici, decise di trasferirsi temporaneamente a Bologna, ospitato da Francesco Aldrovandi, una persona vicina ai Signori della Citt\u00e0: la famiglia Bentivoglio. Rimase a Bologna circa un anno e l\u00e0,\u00a0 complet\u00f2 la grande scultura chiamata &#8220;Aria di San Domenico&#8221;. Nel 1495 dC, torn\u00f2 a Firenze, dove un nuovo Governo Repubblicano si era stabilito. Alcuni membri della famiglia Medici in esilio erano tornati, proclamandosi\u00a0 gente comune ed amici del popolo. Pierfrancesco de Medici lo ospit\u00f2 e lo protesse, e per il suo ospite, Michelangelo scolp\u00ec il &#8220;San Giovanni&#8221; e un &#8220;Cupido dormiente&#8221;, oggi perduti. Pi\u00f9 tardi, venne in contatto con il torbido mercato dell&#8217;arte, scolp\u00ec una statua e, attraverso un mercante d&#8217;arte,\u00a0la vendette a un Cardinale romano, spacciandola per\u00a0 antichissima, ma il Prelato scopr\u00ec presto\u00a0la frode,\u00a0 chiese i soldi indietro e desider\u00f2 conoscere l&#8217;autore di tale meraviglia. Nel 1496 dC, convocato a Roma dal Cardinale, and\u00f2 a vivere nella casa dell&#8217;emissario Papale\u00a0 Jacopo Galli, e scolp\u00ec, per il Cardinale, un bel &#8220;Bacco&#8221;. Quando gli ambienti ecclesiastici\u00a0videro la bellissima statua,\u00a0 cominciarono a ordinargli numerose opere. Fu in quegli anni che scolp\u00ec uno dei suoi capolavori assoluti: &#8220;La Piet\u00e0&#8221;. Questa statua\u00a0spettacolare di Ges\u00f9, tra le braccia amorevoli di Maria, sua Madre, emanava una tale potenza espressiva ed emotiva, senza precedenti, che tutti coloro che la videro, rimasero a bocca aperta. E &#8216;stata la prima statua scolpita in marmo di Carrara, che da allora in poi, divenne il materiale preferito dell&#8217;artista. Torn\u00f2 a Firenze come una vera Star, tutti\u00a0lo conoscevano e lo\u00a0 apprezzavano. Sovvertendo le precedenti tradizioni, Michelangelo inizi\u00f2 a scolpire in proprio, diventando una specie di &#8220;imprenditore&#8221;, e vendendo le sue opere ai clienti. Nel 1501 dC, scolp\u00ec solo 4 di 12 statue, commissionate dal Cardinale Piccolomini per il Duomo di Siena, preferendo tornare a Firenze, dove tutti volevano dargli commissioni per creare importanti opere d&#8217;arte. A quel tempo, l&#8217;Opera del Duomo gli commission\u00f2\u00a0una statua di grandi dimensioni, da collocare in una Piazza pubblica, che avrebbe simboleggiato l&#8217;eroe moderno, il cittadino-soldato: Michelangelo scelse un enorme blocco di marmo di Carrara, gi\u00e0\u00a0abbozzato da alcuni altri scultori , e dopo tre anni di lavoro,\u00a0consegn\u00f2 un altro dei suoi capolavori assoluti a Firenze: il David. La statua incarna la grazia e la potenza del protagonista nel totale\u00a0stile Michelangiolesco, in cui la scultura era pi\u00f9 dinamica e muscolosa che nei precedenti canoni di quei tempi. Una commissione, composta da artisti, tra i quali c&#8217;era anche Leonardo, decise di esporre la meraviglia nella Piazza pi\u00f9 bella e importante di Firenze: Piazza della Signoria. In seguito, l&#8217;artista\u00a0 produsse una serie di opere d&#8217;arte tonde, con immagini sacre (il tondo Pitti, scolpito nel marmo, il tondo Doni, squisitamente dipinto, e il\u00a0tondo Taddei, anch&#8217;esso scolpito) e un Davidbronzeo (oggi perduto). Molti ordini giungevano, in quei tempi, all&#8217;attenzione di Michelangelo, anche se alcuni di loro, come le 12 statue per il Duomo, o il Ponte di Istanbul, non\u00a0furono nemmeno iniziati ed alcuni altri, come il grande affresco\u00a0a Palazzo Vecchio, che rappresentava la Battaglia di Cascina (Firenze vittoriosa su Pisa),\u00a0fu solo iniziato e mai completato. Nel 1505 dC Papa Giulio II\u00b0 lo chiam\u00f2 a Roma per scolpire la sua tomba, Michelangelo prepar\u00f2 un grande progetto, selezion\u00f2 il marmo, e quando stava per avviarlo,\u00a0fu fermato dal Papa, distratto, in quei tempi, da altri eventi. Michelangelo allora, pensando che probabilmente era diventato inviso al Papa fugg\u00ec da Roma. Il Papa, molto dispiaciuto, riusc\u00ec \u00a0a incontrato a Bologna, dopo aver sconfitto i Signori locali (Bentivoglio). Giulio II\u00b0\u00a0si scus\u00f2 per\u00a0il fermo \u00a0della tomba e gli diede un&#8217;altra straordinario compito: dipingere il grande affresco sul soffitto della Cappella Sistina. Michelangelocominci\u00f2 subito a lavorarci, immaginando i tempi prima dell&#8217;avvento degli Apostoli, e il tema del peccato originale e della redenzione dell&#8217;uomo per mano di Ges\u00f9.\u00a0Rappresent\u00f2 i sette Profeti e le\u00a0cinque Sibille, seduti sui loro troni ai lati del soffitto e poi, nei 9 spazi appositamente creati, dipinse le scene cronologiche della Genesi: la separazione della luce dalle tenebre, la creazione di vegetazione, piante e\u00a0 stelle, la separazione della terra dai mari, la creazione di Adamo, la creazione di Eva, il peccato originale e la cacciata dal Paradiso, il sacrificio di No\u00e8, e l&#8217;ubriachezza di No\u00e8. Sopra queste scene,\u00a0vennero collocate alcune persone nude con ghirlande e medaglie di bronzo, e scene del Vecchio Testamento, raffiguranti le 40 generazioni degli antenati di Ges\u00f9,\u00a0furono dipinte nelle lunette, e, infine, nei quattro angoli, all&#8217;interno dei pennacchi,furono rappresentate\u00a0altre scene dalla Bibbia (Miracoli per il popolo eletto). La bellissima Cappella\u00a0\u00a0fu inaugurata nel 1512 dC. Nel 1513 dC Michelangelo riprese il suo lavoro presso la tomba di Giulio II\u00b0,\u00a0commissionata dai suoi eredi, e nel frattempo, scolp\u00ec altre opere: &#8221; Il primo Cristo di Minerva &#8220;, &#8221; I\u00a0due Prigioni &#8221; e &#8221; Mos\u00e8 &#8221; Nel frattempo, un membro del la famiglia dei Medici, Leone X \u00b0, sal\u00ec al soglio pontificio, e questo fatto riport\u00f2\u00a0Firenze indietro, sotto il controllo Mediceo, con la contemporanea sconfitta del Governo Repubblicano. Leone X \u00b0 commission\u00f2 a Michelangelo il progetto per la ristrutturazione della Chiesa di San Lorenzo, la Chiesa della famiglia Medici, ma a causa dei costi proibitivi, non\u00a0fu mai stato realizzato. Sempre a San Lorenzo, Michelangelo realizz\u00f2 la splendida Sagrestia Nuova, una Cappella con base quadrata, costruita per ospitare le tombe di Lorenzo il Magnifico, Giuliano suo fratello e due cugini Lorenzo e Giuliano (omonimi). Sopra le tombe dei due Medici pi\u00f9 noti ci sono due coppie di statue umane raffiguranti due allegorie del tempo, sulla tomba del Magnifico ci sono Crepuscolo e Alba e sulla tomba di Giuliano ci sono Giorno e Notte. Nel 1527 dC, Firenze si ribell\u00f2 contro il Papa, espellendo il suo vice Alessandro de Medici, e ripristinando la Repubblica; \u00a0Michelangelo, che era sempre stato un po&#8217; ostile ai Medici, nonostante il loro continuo supporto, immediatamente si convert\u00ec agli ideali Repubblicani, lavorando su diversi lavori commissionati dal nuovo Governo. Ma la vita della Repubblica non era destinata ad essere lunga, infatti l&#8217;Imperatore, il Papa e i Medici riconquistarono rapidamente\u00a0la Citt\u00e0, imponendo un nuovo governatore\u00a0implacabile e severo: Baccio Valori. Michelangelo, spaventato per il suo sostegno a favore della Repubblica, fugg\u00ec\u00a0allora\u00a0a Venezia. Il Papa, per\u00f2, lo\u00a0 perdon\u00f2, a condizione che tornasse al suo lavoro sospeso alla Sagrestia Nuova, e progettasse una nuova, grande Biblioteca\u00a0da essere collegata alla Chiesa di San Lorenzo. L&#8217;impressionante Biblioteca\u00a0fu progettato e\u00a0quindi costruita, e il lavoro per la tomba di Giulio II \u00b0 ripreso. Nel frattempo, il grande artista\u00a0 ricevette molti altri ordini, la maggior parte dei quali non riusc\u00ec a soddisfare. Nel 1534 dC, Papa Clemente VII\u00b0 chiam\u00f2 Michelangelo a Roma, nominandolo ufficialmente come il\u00a0 pittore, scultore e architetto\u00a0del Vaticano. Michelangelo lasci\u00f2 Firenze e\u00a0 non\u00a0vi torn\u00f2\u00a0pi\u00f9. A Roma,\u00a0ricevette il prestigioso incarico di dipingere la parete di fondo della Cappella Sistina con il tema del Giudizio Universale, e questo dipinto \u00e8 diventato un altro dei suoi capolavori indiscussi. Nel &#8220;Giudizio Universale&#8221;, Ges\u00f9 \u00e8 al fianco \u00a0della Beata Vergine, e, dal suo trono, sceglie le anime da salvare, che, in una sorta di processione, tutto girano intorno a lui, circondato da Santi e Profeti. Si tratta di un contesto caotico, in cui il grande movimento \u00e8 il fattore che pi\u00f9 colpisce, piuttosto lontano dalla tradizione del tempo. Il neo eletto papa, Paolo III\u00b0, commission\u00f2 a Michelangelo\u00a0di\u00a0redigere un progetto per la ristrutturazione della Piazza del Campidoglio, un posto importante nella vita politica della Citt\u00e0, fin dal Medioevo. Il progetto,\u00a0realizzato molti anni dopo la morte di Michelangelo, era composto da uno spazio trapezoidale convergente\u00a0in un edificio principale (Palazzo dei Senatori), affiancato, sugli altri due lati, da due palazzi (Palazzo Nuovo e Palazzo dei Conservatori),\u00a0nel centro della Piazza\u00a0si presupponeva\u00a0un reticolo\u00a0curvilineo, inserito all&#8217;interno di un&#8217; ellisse, al centro della quale ci sarebbe stata una statua dell&#8217;imperatore Marco Aurelio, come collegamento tra l&#8217;Impero e l&#8217;Autorit\u00e0 Papale. Nel1542 dC Papa Paolo III commission\u00f2 due affreschi, dipinti dal Maestro nella Cappella Paolina in Vaticano: &#8220;Il Martirio di San Pietro&#8221; e la &#8220;Conversione di Saulo&#8221;. Nello stesso anno, la magnifica tomba di Papa Giulio II \u00b0, alla quale Michelangelo aveva lavorato per 40 anni, fu\u00a0collocata nella\u00a0Basilica di San Pietro. Il monumento\u00a0aveva una bella statua centrale raffigurante Mos\u00e8, accanto al quale vi erano altre due statue femminili in piedi, che ha rappresentavano i due modi per trovare la salvezza divina: la Preghiera (vita contemplativa) e l&#8217;Attivit\u00e0 Morale (vita attiva), sopra\u00a0a questo trittico c&#8217;era il Sarcofago Papale, dominato da una statua della Vergine con il Bambino e due sibille\u00a0 ai fianchi. Nel 1547 dC Michelangelo disegn\u00f2 la facciata e il cortile dell&#8217;imponente Palazzo Farnese e la Cattedrale di San Pietro. Nel 1547 dC Michelangelo, depresso per la morte della sua amica, la marchesa Vittoria Colonna, e di\u00a0suo fratello Giovan Simone, cominci\u00f2 a riflettere sulla vita. nel 1550 dC inizi\u00f2 a scolpire una statua per la sua tomba: la Piet\u00e0 dell&#8217;Opera del Duomo ( Piet\u00e0 Bandini). Poi inizi\u00f2 a scolpire\u00a0la sua probabile, ultima statua: la Piet\u00e0 Rondanini,. Entrambi queste due Piet\u00e0 non\u00a0furono mai\u00a0 completate e\u00a0furono mutilate da attacchi di rabbia e depressione, che sempre pi\u00f9 spesso colpivano Michelangelo.\u00a0La Piet\u00e0 dell&#8217; Opera del Duomo si trova ora nel Museo omonimo a Firenze, mentre la Piet\u00e0 Rondanini, donata al suo servo per ringraziarlo, \u00e8 ora nel Castello Sforzesco di Milano. Negli anni successivi il Maestro continu\u00f2 a lavorare, progettando di tombe e altri edifici per le figure di spicco del tempo, tra cui\u00a0la famosa Porta\u00a0Pia\u00a0 (uno delle Porte \u00a0della Citt\u00e0) e l&#8217;interno della Chiesa della\u00a0Madonna degli Angeli, a Roma. Cosimo de Medici lo nomin\u00f2, nel 1563 dC, Console dell&#8217;Accademia e della Societ\u00e0 delle Arti e del\u00a0Disegno (massima autorit\u00e0 artistica di Firenze), tuttavia, neanche questa onorificenza convinse Michelangelo a tornare a Firenze, la sua Citt\u00e0 natale. Un anno dopo egli mor\u00ec, in una casa semplice e umile, che si trovava in Piazza Macel de Corvi, a Roma. Anche se era ormai diventato molto ricco, il Maestro, molto religioso, aveva scelto di vivere in modo semplice. Il trasferimento del suo corpo\u00a0fu\u00a0 negato a Firenze, da Roma\u00a0che voleva seppellirlo\u00a0nella Basilica di San Pietro,\u00a0fu per questo motivo che\u00a0venne rubato, durante la notte, da suo\u00a0nipote Lionardo, che lo port\u00f2 indietro nel Capoluogo Toscano, dove si tenne\u00a0un funerale grandioso e solenne, e\u00a0dove l&#8217;artista\u00a0venne successivamente sepolto nella Chiesa di Santa Croce. Sulla sua tomba, disegnata da Giorgio Vasari, ci sono tre statue piangenti, rappresentanti\u00a0la scultura, l&#8217;architettura e la pittura. Michelangelo fu consacrato, a Firenze, come l&#8217;artista pi\u00f9 famoso e irraggiungibile del Rinascimento, una stella tra le stelle. La sua personalit\u00e0\u00a0agressiva e imprevedibile, e la sua grande sensibilit\u00e0,\u00a0gli faceva\u00a0percepire forti emozioni, portandolo spesso alla depressione, ma anche gli consentiva di\u00a0raggiungere una straordinaria forza espressiva ed un talento eccezionale. Michelangelo,\u00a0che amava autocelebrarsi, sembrava anche essere un uomo permaloso, perennemente insoddisfatto, molto trascurato e apparentemente molto avaro ed avido. La sua anima complessa e tormentata\u00a0fu probabilmente il risultato di un&#8217;infanzia strana e difficile.<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.peterhouses.com\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/michelangelo12.bmp\"><\/a>Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 dC. 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